Il tendine di Achille: Panoramica e anatomia

Il tendine di Achille: Panoramica e anatomia

Il tendine d’Achille è un robusto tendine situato nella parte posteriore della gamba. Collega i muscoli gastrocnemio e soleo del polpaccio al calcagno (l’osso del tallone). È considerato il tendine più forte del corpo umano e consente di esercitare la spinta necessaria per camminare, correre e saltare.

Le lesioni del tendine d’Achille possono avvenire in diverse aree, ma la sede più frequente è la giunzione muscolo-tendinea, ossia il punto in cui i muscoli del polpaccio si inseriscono nel tendine. Sebbene tali lesioni possano spesso guarire da sole, la minore irrorazione sanguigna di quest’area rispetto al tessuto muscolare rallenta il processo di recupero rispetto a molte altre ferite della gamba.

Patologie e problematiche del tendine d’Achille

Le condizioni croniche e di lunga durata che interessano il tendine d’Achille comprendono sia lesioni da sovraccarico – che determinano infiammazione o degenerazione – sia traumi acuti come la rottura. Dolori nella parte posteriore della caviglia o nel tallone sono spesso dovuti a problematiche che coinvolgono direttamente il tendine d’Achille o il suo punto di inserzione. Può verificarsi anche una borsite retrocalcaneare (detta talvolta borsite del tendine d’Achille) che contribuisce alla comparsa di tale sintomatologia. Per approfondire le condizioni legate a questa struttura anatomica, si rimanda agli articoli specifici indicati in seguito.

Come trattare le lesioni del tendine di Achille: 

Le rotture del tendine di Achille possono essere parziali o totali. In caso di una rottura parziale è possibile intervenire in modo incruento attraverso immobilizzazioni fisioterapia e farmaci. E’ importante riconoscerle in tempo poiché in questo modo, si possono evitare interventi chirurgici legati a una rottura totale.

In caso invece di una rottura totale, è necessario un intervento chirurgico in urgenza poiché il tendine di Achille guarisce molto rapidamente ma in allungamento. Se non è curato nel momento giusto può residuare un eccessivo allungamento del tendine e l’incapacità a correre, a fare attività sportiva, e a stazionare sulle punte.

Questo tipo di rottura è molto subdola perché non sempre è fortemente sintomatica. Spesso i pazienti avvertono solo la sensazione di essere colpiti da una pietra al tendine. Se si interviene in modo tempestivo è possibile applicare diverse tecniche chirurgiche in base alla tipologia di lesione riducendo così i tempi di recupero post operatorio.

Prevenzione delle lesioni del tendine d’Achille

Poiché una ridotta flessibilità è tra le principali cause di infortunio, eseguire un adeguato stretching della parte inferiore della gamba è il metodo più semplice per prevenire stiramenti o rotture del tendine d’Achille. Come per molte altre lesioni, è fondamentale mantenersi in forma durante il processo di guarigione e riabilitazione. Sono particolarmente consigliati gli esercizi a basso impatto, come il nuoto e la bicicletta, purché non si avverta dolore (che può indicare un alto rischio di recidiva). Al contrario, è importante evitare la corsa fino a quando un professionista della riabilitazione, un allenatore o un medico non confermi che il recupero è adeguato.